Gianfranco Grisi
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Gianfranco Grisi
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Curriculum
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Gianfranco Grisi nasce a Mori (Trento), il 13 Maggio 1953.

Il percorso musicale di Gianfranco Grisi parte dal Conservatorio: ha studiato Pianoforte, Composizione, Direzione d'Orchestra e Direzione di Coro.
Ma Grisi è anche un musicista eclettico; pianista e direttore d'orchestra unisce ad una rigorosa formazione accademica una rara capacità d'invenzione.
Ha trascorso buona parte della sua gioventù in giro per l'Europa, suonando con formazioni di genere diverso.
Nel suo ricco curriculum di autore figurano musiche di scena, colonne sonore per documentari, opere di musica da camera, lavori per coro e orchestra, partiture di teatro musicale. Sue opere per chitarra sono adottate dai programmi di studio di alcuni Conservatori in Spagna.

La Münchner Gitarrenorchester gli ha commissionato Tre Preludi su poesie di F. GarciaLorca incisi su CD per la Koch International.
Per la Gioventù Musicale Italiana è autore dell'opera  LUNA per soli, coro di voci bianche e orchestra da camera.
Gli sono stati riconosciuti prestigiosi premi nell'ambito del Concorso Internazionale Federazione Cori del Trentino e del Concorso Nazionale di Como.
Per conto dell'Istituto di Cultura Ladina ha orchestrato e diretto l'opera LAURIN di L. Canori, con incisione su CD e ripresa RAI.

Autore del CONCERTO D'ARCADIA per chitarra e orchestra, ne ha diretto la prima a Monaco di Baviera con l'orchestra I Virtuori di Praga; nella direzione di Leo Brouwer il concerto è stato inciso in CD per la Koch International.
     Nel 1999 ha curato l'orchestrazione e la direzione del GRAN CONCERTO PER IL SOLSTIZIO D'ESTATE per conto dell'APT di Riva del Garda. Composizione in collaborazione con Walter Abt, orchestra: I Virtuosi di Praga, incisione su CD per Calig.

Nel 2001, nell'ambito della Rassegna I Suoni delle Dolomiti, si è esibito al cristallarmonio con il violoncellista  M° Mario Brunello e Marco Paolini in un brano composto appositamente dal M° Giovanni Bonato, docente al Conservatorio di Padova. Lo stesso Bonato ha anche dedicato a Grisi un nuovo brano scritto per cristallarmonio solo: HEART
Sempre nel 2001, a Mantova, ha realizzato con Vinicio Capossela un concerto-evento sperimentale.

Nel 2002 ha presentato brani di sua composizione nell'ambito del Festival "Galluppi" di Venezia ed ha partecipato alla Rassegna "Top Wine - Suoni delle Dolomiti" promossa dall'Azienda di Promozione Turistica del Trentino. Ha inoltre partecipato a numerosi appuntamenti di promozione trentina all'estero, Stoccolma, Lipsia, Monaco, promossi dalla stessa APT e dall'ENIT.

E' fondatore e direttore dell'orchestra da camera DISSUONO, dedita alla musica del Novecento.                    

 Dal 1995 prosegue l'attività concertistica dal vivo con alcuni strumenti assolutamente originali: Cristallarmonio, Concertine inglesi.                                                               Con la concertina inglese e Walter Abt, famoso chitarrista di Monaco, nel 2006, per la Zappel Music è uscito il CD Argentine Tangos & Klezmer. Nel dicembre 2006 ha diretto a Monaco l'orchestra della Geogia e, sempre con Abt e Zappel Music pubblicato CD con due concerti per chitarra ed orchestra.                                                                               Nell'estate 2003 è stato invitato dalla Bayerische Musikakademie di Marktoberdorf a soggiornare come "Compositore in Residenza" producento un lavoro corale ad 8 voci su testo di S. Francesco d'Assisi, eseguito poi l'anno successivo al Festival Internazionale Musica Sacra 2004 ed edito da Carus Novus Verlag di Stoccarda.              

Recentemente ha proposto il famoso brano di Mozart "Adagio e Rondò"  KV617 per glassharmonika e 4 strumenti con i solisti dell'orchestra del Teatro Marrucino di Chieti diretti dal M° M. Celli Stein, a Roma nella prestigiosa sala del Gonfalone, a La Spezia nel castello di S.Giorgio e non ultima, dalla primavera 2006 una collaborazione con i Salzburg Chamber Soloists    con una serie di concerti in Italia "Sulle traccie di Wolfgang" ed in Germania.  Nell'estate 07 ha invece proposto l'opera mozartiana in una serie di concerti con L'Ensamble Festival Donizetti, nel 2008 con L'Ensamble cameristico dei Solisti Veneti, nel 2009 con L'Ensamble Silete Venti di Milano.

Con l'orchestra del Teatro Donizetti di Bergamo ha eseguito nell'opera "Lucia di Lammermoor" l'aria della Pazzia, concepita in origine da Donizetti proprio per Armonico a Bicchieri, sia nella stagione di Bergamo 2006, sia in Giappone nel gennaio 2007 esibendosi anche al Metropolitan di Tokyo. Nel 2009 a paetecipato con la concertina inglrse, in scena, all'opera, sempre di Donizetti, Linda di Chamounix  nel concerto inaugurale del Teatro Sociale di Bergamo.                                               Nel dicembre 07 ha partecipato con L'orchestra delle Marche ad una produzione della Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi sempre con l'opera Lucia, nei teatri di Jesi, Treviso, Ascoli e Fermo.

In virtù della particolarità sonora ed espressiva del Cristallarmonio è stato invitato ad esibirsi con Antonella Ruggiero ed il Coro S. Ilario di Rovereto, ed ancora con Vinicio Capossela nei festival Oriente.Occidente di Bari e Musica dei Cieli a Milano (dic. 06) e presso la Cattedrale Vegetale di Arte Sella  con Vinicio e M. Brunello (giu. 07)
Nel gennaio 08 ha partecipato  all'esecuzione di alcuni brani del nuovo CD di Capossela, "Solo" partecipando ad alcune date del Tour e presentando alcuni brani al Festival Tenco di Sanremo (nov. 2009)

Negli ultimi anni è stato invitato a molti festivals nazionali e internazionali e da reti televisive : RAIUNO, RAIDUE, RAITRE, Canale5 (Costanzo Show), ORF, ZDF, ARD.        
    Assieme ad A. Boni, F. Giuliani ed E. Salvetti è fondatore del Quartetto Mandolinistico NEUMA fortemente voluto per il recupero della musica mandolinistica di Giacomo Sartori, compositore trentino, di Ala,  dell'800.

Nel 2009, dopo un periodo di inattività compositiva, ha prodotto un lavoro corale per la FCT "O Sapienzia", per il Trento Cinema Festival  una composizione sinfonica.   "Moond Strahl", eseguita dal vivo, per il film di Eisenstein, Mariti Ciechi ed una nuova fiaba musicale, prodotta dall'Istituto di Cultura Ladina, "El lech, el bosch l'ercabuan", su testi di F. Chiocchetti. Lavoro registrato e prodotto da ICL su cd (dic. 09)

Dal 1989 è docente presso il Conservatorio F.A. Bonporti di Trento, nella sezione di Riva del Garda come titolare di cattedra, in sede centrale per laboratori e stage. Per alcuni anni ha tenuto laboratori nel corso di Etnomusicologia presso il conservatorio Pollini di Padova.

Cristallarmonio

Dopo molti anni di ricerca, nel 1996, riprendendo l'arte dei virtuosi del '700, Gianfranco Grisi ha perfezionato e brevettato il Cristallarmonio, uno strumento unico al mondo, costituito da bicchieri di cristallo suonati con i polpastrelli tramite sfregamento. La particolare disposizione dei calici permette l'esecuzione di accordi fino a sei note simultaneamente, ottenendo sonorità ed effetti musicali assolutamente originali.

W.A.Mozart Adagio e Rondò KV 617

Protagonista di questo programma è uno strumento poco consueto, la glassharmonica il cui nome resta nella nostra memoria soprattutto grazie a Morart che gli dedicò un capolavoro, nell'ultimo periodo della sua vita.

L'antenato più vicino di questo strumento è il glasspiel, un cristallofono a frizione formato da bicchieri di cristallo variamente riempiti di acqua, in cuiil suono si ottiene sfregando le dita umide sul bordo. La storia di strumenti del genere inizia sin dal medioevo con lo Jaltarang arabo-persiano, mentre in Europa le prime testimonianze si trovano nel trattatoTeorica Musicae di Gaffurio pubblicato a Milano nel 1492. Tuttavia, colo dal XVII secolo, esso fu utilizzato in modo sistematico in sede concertistica.

L'irlandese Richard Pockrich, verso la metà del secolo, aveva infatti messo a punto una tecnica che utilizzava la frizione delle dita al posto della percussione con la bacchetta. Nel 1746 presso l'Haymaket Theatre di Londra, Christoph Willibald Gluck presentò un conerto per uno strumento di questo tipo formato da ben ventisei bicchieri.

Poco più tardi, nel 1761, Benjamin Franklin, dopo aver visto suonare Edmund Delaval a Cambridge, decise di perfezionare lo strumento. Egli fissò una vera e propria gamma di coppe posizionate su un asse orizzontale unico azionato con un sistema di pedali. In seguito furono apportati ulteriori miglioramenti. In quel periodo si diffuse la convinzione che suonare la glassharmonica fosse causa di disturbi nervosi, sia per l’eventuale assorbimento di particelle di piombo contenuto ne cristallo, sia per la natura stessa dei suoni prodotti. Convinzioni avvalorate anche dal fatto che il medico-mago viennese barone von Messmer utilizzò lo strumento per esperimenti di ipnosi.

La glassharmonica, divenuta di moda e strumento prediletto della sensibilità tardo settecentesca in Germania, scomparve dalla prassi concertistica intorno al 1830. Durante gli anni della sua fortuna, furono molti gli esecutori che si esibivano in diversi paesi d’Europa. Fu così che Mozart ebbe modo di ascoltarla la prima volta a Londra nel 1764, suonata da Marianne Davies, apprezzata virtuosa di questo strumento. Quindi, più tardi, la ritrovò proprio in casa di Messmer a Vienna, nel 1773, e ancora a Vienna, nel 1791, ultimo anno della sua vita, incontrò la virtuosa cieca Marianne Kirchgässner per la quale scrisse l’Adagio e Rondò KV 617 e completò un Adagio in do maggiore KV 356 (617a), ambedue in programma in questo concerto. Nell’Adagio e Rondò al suono della glassharmonica si unisce quello di flauto, oboe, viola e violoncello. Una scelta che evidenzia il tentativo di Mozart, evidentemente non soddisfatto dell’impasto possibile con un normale quartetto d’archi, di creare un adeguato sostegno timbrico al particolare colore della glassharmonica. L’esecuzione di questa sera prevede la trascrizione del quartetto di accompagnamento ridotto alla sola chitarra. Il senso di mistero che domina l’Adagio introduttivo ci fa ben comprendere come Mozart avesse intuito perfettamente la strana combinazione di sonorità arcaiche ed evanescenti proprie dello strumento. Il Rondò seguente è in realtà un rondò-sonata e riflette la perfezione formale propria dell’estrema fase creativa mozartiana. Nel lavoro si ritrova infatti una eco evidente della Zauberflöte, la cui stesura Mozart interruppe per lavorare proprio all’Adagio KV 617a, per glassharmonica sola. Anche se la fortuna della glassharmonica resta legata a questo sommo capolavoro mozartiano, furono numerosi i compositori che successivamente dedicarono la loro attenzione allo strumento. Fra questi ricordiamo Hasse, Tomasek, Beethoven, Berlioz, Glinka, Richard Strauss e Orff.

Lo strumento utilizzato questa sera è in realtà una variante odierna, brevettata dallo stesso Gianfranco Grisi, da lui ribattezzata Cristallarmonio, che si discosta da quella di Franklin per il fatto di essere manuale anziché meccanica. Esso, così concepito, consente di suonare in tutte le tonalità, eseguire accordi fino a sei note simultaneamente, mentre la versione precedente permetteva al massimo dei bicordi.

Testo a cura di Silvia Scozzi - Roma

Altri Strumenti

Mandola

La mandola è uno strumento musicale a plettro appartenente alla vastissima famiglia dei liuti, discendenti dall'arabo oud approdato in Europa durante l'età media. È una variante italiana di origine cinquecentesca ed è affine al mandolino che assieme ad essa si è evoluto.
Infatti nella sua variante contemporanea, anche la mandola, a parte proporzioni maggiori, consta di quattro cori all'unisono accordati per quinte. La mandola tenore (diapason di circa cm 44), più comune, presenta la stessa accordatura del mandolino (sol, re,la, mi), un'ottava sotto; invece la mandola contralto, più rara, è accordata, come la viola, una quinta sotto al mandolino (do, sol, re, la). Per tale ragione la seconda trova talora impiego nelle orchestre a plettro dove può ricoprire il ruolo che la viola svolge inorchestra. Tuttavia, l'apprezzamento di cui lo strumento ha goduto nella tradizione popolare ha finito per favorire la mandola tenore (o mandola tout-court), che per la sua accordatura permette a un mandolinista di passare su questo strumento senza cambiare diteggiature.
Può assolvere funzioni melodiche, armoniche e ritmiche. Il suo utilizzo nella musica celtica è piuttosto recente. In questa tradizione musicale, sotto influsso dell'Irish bouzouki, i due cori più gravi possono essere accordati all'ottava. Recenti sono pure le modifiche della forma a goccia, che facilita l'esecuzione sulla parte alta della tastiera, e del fondo piatto, che ne facilita la produzione su scala industriale.

Harmonium Indiano

L’harmonium indiano è una versione più semplice del modello brevettato da Debain a Parigi nel 1848. E’ uno strumento ad ancia libera generalmente dotato della lunghezza di 3 ottave con due o più file di ancie per ottenere la combinazione delle varie tonalità in ottave diverse. Ha anche dei bordoni fissi in varie tonalità. Vi sono diversi modelli, dai più semplici a quelli più complessi che offrono un maggior numero di combinazioni di timbriche. Per suonarlo, si usa la mano sinistra per attivare il mantice posto nella parte posteriore del corpo dello strumento, la mano destra si usa per la tastiera. Viene generalmente utilizzato per accompagnare il canto.

Salterio

Il Santoor a percussione è un Salterio con cassa armonica, le cui corde vengono percosse da martelletti di legno. Fu importato in Europa dal Medio Oriente nell’XI sec. da dove fu in seguito introdotto nell’Estremo Oriente verso il 1800.
Troviamo suoi predecessori in Germania (Hackbrett), in Francia (Tympanon) ed Inghilterra (Dulcimer). E’ provvisto di ponticelli mobili sotto ogni corda; ogni nota è formata da gruppi di 3 o 4 corde. E’ uno strumento che viene suonato prevalentemente nel Nord dell’India, in modo particolare nella regione del Kashmir.
Il salterio è uno strumento musicale a corde, la cui origine risale almeno al 300 a.C. Ci sono molte varianti di questo strumento, stante la sua datazione e diffusione in tutto il mondo. Generalmente viene suonato pizzicando le corde come in un'arpa, si tratta di uno strumento sufficientemente piccolo da essere portatile, quindi molto utilizzato anche per accompagnare il canto.
Il salterio a pizzico normalmente si presenta a forma trapezoidale, con due ordini di corde in corrispondenza dei lati obliqui, e le corde abbastanza distanziate per essere suonate a pizzico. Lo spazio tra i due ordini di corde era utilizzato (e lo è ancora presso certi monasteri soprattutto femminili in Umbria e nelle Marche) per l'inserimento del libro dei salmi, che non a caso si chiama anche salterio, salmi che si intonavano utilizzando lo strumento come accompagnamento. Questo strumento è usato dal musicista statunitense Vince Conaway.
Il salterio ad arco è solitamente di forma triangolare, le corde sono molto più ravvicinate e su uno stesso piano, e si utilizza un arco simile a quello dei normali strumenti ad arco per sfregamento sulla relativa corda, raggiungibile per differenza di lunghezza dalle note adiacenti.
Alcuni Salteri hanno dei ponticelli mobili che possono essere spostati per dare alla corda particolari "ventri" di vibrazioni e quindi particolari suoni.

Campanacci

Fra il serio e il faceto il maestro Grisi si esibisce anche usando una serie di 27 campanacci. Scuotendoli con estrema rapidità è possibile eseguire brani musicali, secondo la classica tradizione bavarese.

Concertina

Seguendo un originale percorso di studio ed una felice intuizione, Grisi si è avvicinato alla concertina inglese, una piccola fisarmonica esagonale, caratterizzata da una disposizione dei tasti assolutamente particolare e praticamente sconosciuta in Italia. Il maestro Grisi ha frequentato un seminario specifico sullo strumento ad Oxford ed ha svolto una ricerca sulle composizioni originali per concertina presso la British Library di Londra; oggi è uno dei pochi esecutori in Europa ed utilizza una serie di concertine di varie dimensioni.

Il Maestro Grisi è stato invitato dal Conservatorio "Pollini" di Padova come docente nel prossimo corso per il Dilpoma di Laurea di Musica etno-popolare. Gianfranco Grisi giunge alla musica etnica attraverso la conoscenza delle sue radici più autentiche e l'esperienza di alcuni strumenti popolari; il suo percorso di ricerca si svolge verso lo sviluppo di sonorità particolari, che possano ampliarne le possibilità espressive.

Video








Quartetto
Quartetto

Composto da:

- Alessandro Boni mandolino
- Franco Giuliani mandolino
- Gianfranco Grisi mandola
- Elvio Salvetti chitarra

visita il sito www.quartettoneuma.com

Il “Quartetto Mandolinistico NEUMA” si è costituito nell’estate del 2002 con l’intento di recuperare il patrimonio musicale del compositore alense Giacomo Sartori. Sul territorio trentino sino agli anni 60/70 erano attive diverse formazioni ed ensamble mandolinistici che purtroppo non sono riuscite a rigenerarsi lasciando inevitabilmente un vuoto ed una perdita di questa identità musicale che si tramandava sin dall’ottocento.

Il quartetto Neuma è l’unica formazione attiva presente in regione e propone oltre a Sartori anche trascrizioni di autori classici come Bach e Vivaldi, moderni come Piazzola, arrangiati da Gianfranco Grisi e, brani della tradizione popolare italiana.

I componenti del quartetto sono diplomati in discipline musicali e si dedicano da anni all’attività concertistica ed all’insegnamento chi in scuole musicali chi in conservatorio. Lo studio degli strumenti a plettro fa parte di un percorso di passione personale e di ricerca che li ha portati successivamente, pur provenendo da esperienze musicali diverse, alla costituzione dell’ensamble. Hanno studiato presso la scuola di Mandolino di Bolzano con il prof. Ugo Orrigo, già direttore dell’orchestra mandolinistica Euterpe di Bolzano con cui, saltuariamente i componenti di Neuma, collaborano.

In questi tre anni di attività il Quartetto si è esibito in molti centri della regione: Caderzone, Avio, Villa Lagarina, Meano, Gardolo e per varie manifestazioni come Ala Città di Velluto, Rovereto Estate, Concorso di Poesia G. Caprara, Centro S.Chiara Trento e altre ancora tra cui alcuni concerti organizzati dalla Regione Veneto nell’estate 2004.